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Mio nonno
Marco era il mio nonno. 
Ma nonno Marco come tutti i nonni era speciale. Il mio primo amico. Con me giocava e m'insegnava a far di conto. Scrivo queste righe perchè la mia esistenza, la mia educazione è legata a doppio, triplo filo con la sua Storia. Subì la peggior fine come altri 6 milioni di esseri umani.
Era un pomeriggio dell'agosto del 44. Mio padre era nascosto in casa e la mamma aspettava il quarto figlio. Nonno ed io giocavamo a carte nel sottoscala. Faceva molto caldo quel giorno. Giocavamo a rubamazzo e Lui pensando che non me ne avvedessi mi facilitava la vincita. Entrarono due in borghese, italiani, e chiesero i suoi documenti. Lui in dialetto mi disse: va da to pare edije c'a scapa che ai sun i fascista. (Va da tuo padre e digli di scappare che ci sono i fascisti) Cosa che feci. Lui entrò un attimo nella guardiola: era con la nonna il custode del palazzo e tentò la fuga ma lo catturarono. Da quel giorno il nonno l'ho ogni momento nei miei pensieri. Mio nonno era un ebreo. Di Lui mi sono rimasti il Congedo per aver servito la Patria con fedeltà e onore per 4 anni e un biglietto che ci fece arrivare dal Campo di concentramento sito in Bolzano. Ora ho pure la notifica che è ricordato allo Yad Yashem. E' in un database. Nato il 16 Marzo del 1878 e deportato il 3 di agosto del 1944. Morì ad Auschwitz nell'aprile del 1945. Primo Levi lo incontrò e portò alla nostra famiglia testimonianza.
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Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi ed. Einaudi